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La sede

 

La sede

 

La Residenza di Avenue Legrand

Il Palazzo, che ospita sin dal 1919 la Residenza dell’Ambasciatore d’Italia presso il Re dei belgi, sorge in un quartiere elegante della capitale in prossimità di una grande distesa boschiva, il Bois de la Cambre.
Su richiesta del  Principe Pierre di Caraman Chimay, figlio di un Ministro degli Esteri belga,  il Palazzo fu costruito nel primo decennio del Novecento  da una coppia di celebri architetti parigini, i fratelli P. e M. Humbert, famosi soprattutto per le loro realizzazioni neoclassiche. 
Subito dopo la fine della Prima Guerra mondiale , alla morte del Principe, il Palazzo fu acquistato da Vittorio Emanuele III Re d’Italia che contribui’ ad abbellirlo con preziosi dipinti e suppellettili. 
Terminata la Seconda Guerra Mondiale, la Residenza  di Avenue Legrand è stata testimone della nascita e dei primi significativi passi della costruzione comunitaria nonché sede di numerosi  incontri e colloqui  di rilievo.

Oggi, la Residenza é utilizzata oltre che per gli incontri istituzionali anche dalle imprese e dagli enti del Sistema Italia a Bruxelles per eventi e manifestazioni di promozione dell'Immagine del nostro Paese nella capitale europea.

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Storia della « Casa d’Italia »

La Cancelleria Consolare dell'Ambasciata d'Italia a Bruxelles si trova in un edificio storico nel centro della capitale, sito alla Rue de Livourne 38. Si tratta di un immobile di grande valore affettivo e ricco di significati per la collettività italiana. Una sede che rappresenta la tradizione dell’accoglienza, della formazione, dell’orientamento e un autentico legame con l’Italia.

Lo stabile fu acquistato nel 1932 da alcuni cittadini italiani che decisero di far diventare quel posto un punto di riferimento per loro e per le loro famiglie, di farne insomma una grande casa degli Italiani residenti in Belgio, la “Maison d’Italie”. Collaborarono alla realizzazione di tale progetto le più note imprese italiane dell’epoca (Fiat, Olivetti, Pirelli, Martini & Rossi, Cinzano) e diversi professionisti italiani. A questa grande inziativa partecipo’ anche il Governo italiano, finanziandone in parte la realizzazione.

L’edificio fu quindi sottoposto a degli importanti lavori di ristrutturazione e fu abbellito con decorazioni in stile italiano. Furono installati lampadari in sofisticato vetro di Murano e in una sala del palazzo alcuni artisti venuti dall’Italia realizzarono un affresco con uno splendido panorama fiorentino. La “Casa d’Italia” divenne cosi’ un raffinato luogo di accoglienza e di incontro, con in più tanti servizi : un teatro, una palestra e una scuola.

Quando scoppio’ la guerra, nel 1940, la “Casa d’Italia” divenne un centro di raggruppamento delle famiglie desiderose di tornare in Italia e, alla fine della stessa, divenne un rifugio per i militari italiani che fuggivano dai tedeschi. Nel 1946, a seguito della conclusione del « protocollo italo-belga » che ha dato inizio alla grande ondata migratoria degli Italiani in Belgio, la “Casa d’Italia” divenne la sede dell’Ufficio Emigrazione dell’Ambasciata d’Italia, incaricato di gestire l’arrivo di oltre 62.000 lavoratori. Successivamente, nel 1949, l’ufficio divenne la sede definitiva del nostro Consolato.

 

 


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